Area Portello senza pace: nuovo incontro Fondazione Fiera-Vitali.

Fondazione Fiera e Vitali S.p.A. si incontrano per cercare un accordo sul futuro dell’area Portello. I progettisti: “Milano Alta non iconica? Non è così!”

Milano Alta
 Area Portello senza pace, nuovo incontro Fondazione Fiera-Vitali
Fondazione Fiera-Vitali S.p.A.: nuovo round. Previsto per il pomeriggio di ieri l’incontro tra i legali dell’ente proprietario dell’area del Portello e l’impresa che si è aggiudicata l’appalto per la riqualificazione dell’area con il progetto “Milano Alta” che, come raccontato da Affaritaliani.it, è finito al centro di una complessa vicenda di carte bollate, con Fondazione che ha citato in giudizio Vitali e Vitali che a sua volta ha citato Fondazione Fiera in Tribunale. Sullo sfondo, un atteggiamento interlocutorio del Comune nei confronti del progetto. Secondo indiscrezioni, Fondazione Fiera vorrebbe trovare un accordo per una exit strategy sulla falsariga di quella che portò il Milan a rinunciare al progetto del nuovo stadio. Ma Vitali non sembra disposto a farsi da parte. Come riporta il quotidiano Il Giorno, nella querelle sono intervenuti Ricardo Flores ed Eva Prats, gli architetti che hanno disegnato  il progetto Milano Alta: “Il Comune dice che il nostro progetto non è abbastanza iconico? La forza del nostro progetto sta nell’energia e nella fruibilità degli spazi pubblici. In Europa ci sono più casi di edifici iconici che non sono vissuti dalla cittadinanza”. Tra le modifiche che potrebbero costituire una base di trattativa, concedere una delle cinque palazzine previste alla Rai.

Portello, Vitali va al Tar. Arriva Prelios?

Portello, un quartiere che non trova pace. Il gruppo Vitali si rivolge al Tar. Ma dove sono finite le idee, i comitati, la politica?

Portello, Vitali va al Tar. Arriva Prelios? La Borsa festeggia

di Fabio Massa
Come si preannunciava ieri su Affaritaliani.it, inizia un vietnam chiamato Portello. Un quartiere di Milano che pare proprio non trovare pace. Iniziamo dalla fine: il Comune di Milano apre un paio di settimane fa l’iter per la conclusione del procedimento nei confronti del gruppo Vitali, che avrebbe dovuto realizzare il progetto Milano Alta. Il gruppo bergamasco presenta delle modifiche, ma queste non sono “controfirmate” da Fondazione Fiera Milano, proprietaria dell’area. L’ultimo passo ieri sera, e ogni parola pare una pietra. Ecco il comunicato: “La comunicazione inviata dal Comune di Milano relativa al procedimento di approvazione dello SCPU sarà impugnata da Vitali in qualità di promissario acquirente del diritto di superficie 50+50 dell’area Portello padiglioni 1-2 ricorrendo al TAR.
Il contratto essendo vigente e registrato ai pubblici registri immobiliari, garantisce a Vitali la piena titolarità a presentare il progetto unitario. All’interno del contratto sottoscritto in data 16.02.2016 con Fondazione Fiera Milano tutto ciò si evince  all’art. 2.5 (riportiamo) “Con riferimento allo Studio di Coordinamento, ferma la massima collaborazione di FFM (ndr), Vitali si impegna a decorrere dalla data odierna (16.02.2016) ad attivarsi e portare avanti presso l’Amministrazione Comunale e in generale presso le altre autorità competenti – tempestivamente e con la massima diligenza – tutte le procedure necessarie affinché nei più brevi tempi tecnici possibili sia ottenuta l’approvazione dello Studio di Coordinamento.” A garanzia ti tali obblighi Vitali ha consegnato a FFM una fidejussione di 2 milioni”.
Tradotto: Vitali vuole modificare il progetto (come già disse ad Affaritaliani.it il patron Massimo Vitali), basta che qualcuno gli dica come farlo. Comune e Fondazione Fiera però non ci stanno, adducendo che le numerose modifiche richieste hanno portato a piccoli cambiamenti e non a un progetto radicalmente nuovo. Alla fine Fondazione Fiera fa causa a Vitali, il Comune chiude e Vitali va al Tar. Roba da intenditori, roba da carte bollate. Varrebbe però la pena ricordare che quella del Portello è una annosa questione che risale, a livello di caos e cause, alla presidenza di Fondazione Fiera di Benito Benedini. Benedini iniziò una sorta di “gara” tra tre progetti. Vinse il Milan, con il suo nuovo stadio. Anche là, finì a carte bollate e poi in un risarcimento da parte dei rossoneri. Secondo classificato, Vitali. Anche qui, carte bollate e vedremo come andrà a finire. Ma chi è il terzo? Il 9 giugno Fondazione Fiera escludeva Prelios, che aveva portato all’attenzione di Benedini una proposta ispirata alle Villette di Parigi con un parco tecnologico che si sarebbe chiamato Magnete. Eppure, non è detto che Prelios, che in Borsa sta risalendo ai massimi storici, ed è al massimo negli ultimi tre mesi (+10,08 per cento nell’ultima settimana e +7,6 negli ultimi 90 giorni), sia davvero la prescelta. Secondo rumors Fondazione potrebbe voler coinvolgere a tutti i costi la Rai, che da tempo inenarrabile vorrebbe trasferirsi e trovare una nuova sede. Archiviata Expo e post Expo, sarà la volta buona al Portello? E come sarà l’iter di assegnazione? E – soprattutto – si riuscirà ad evitare il Vietnam tra Tar e consiglio di stato e cause varie con i bergamaschi di Vitali? In tutto questo il grande assente pare essere la politica: il Portello è o non è un quartiere fondamentale della città? Dove sono finite le idee, i comitati, la politica?

Milano, no finale del Comune al progetto di Vitali per il Portello

Il Comune di Milano dice no definitivamente al progetto Milano Alta per la riqualificazione dell’area del Portello di Milano, proposto dal gruppo Vitali-Stam. Erano mesi che tra i vertici di Palazzo Marino e il raggruppamento di imprese si parlava, con un lungo tira e molla, di possibili miglioramenti della proposta architettonica, con tanto di critiche, lettere e tentativi di recuperare l’idea iniziale di un centro commerciale e multifunzionale, dotato di una pista ciclabile rialzata, per un investimento di 250 milioni su una superficie di 56mila metri quadrati.

Ora è chiaro che né alla Fondazione Fiera Milano, proprietaria dei terreni e dei 2 padiglioni da ristrutturare, né all’Assessorato all’Urbanistica piace l’idea di Vitali, che si era aggiudicato la gara come secondo arrivato dopo la società calcistica Milan, ritiratasi poco tempo dopo aver proposto la costruzione di un nuovo stadio (con tanto di accordo legale per risarcire l’ente fieristico).
Qualche settimana fa l’amministrazione comunale aveva chiesto cambiamenti al progetto di Vitali-Stam; cambiamenti che poi sono arrivati ma ritenuti insufficienti. Quindi nella lettera inviata ieri sera dal Comune di Milano al raggruppamento di imprese si legge che «Fondazione Fiera non ha dato alcun formale riscontro alla comunicazione»… «e a seguito di verifica delle integrazioni presentate, si è verificato che le stesse contengono impegni su cessioni, asservimenti e altri obblighi che solo il proprietario dell’area può garantire».

Infine, spiega ancora il documento, «Fondazione Fiera ha esplicitato all’Amministrazione di non ritenere valido il contratto con Milano Alta e sarà facoltà della proprietà di presentare un nuovo studio di coordinamento progettuale unitario». Quindi: «L’esame si intende concluso con esito negativo». Il quartiere che dovrà essere la vetrina della città per chi arriva da Nord non ha ancora trovato una sua identità, dopo un dibattito già iniziato con la giunta Pisapia. Irritazione nel gruppo Vitali, che ieri sera ha inviato una nota: «La verità è venuta a galla — dice il presidente Massimo Vitali — la lettera conferma che il Comune respinge il progetto esclusivamente a causa dell’assenza di controfirma da parte di Fondazione Fiera; nessuna critica al progetto in sé. L’ente ha violato gli accordi». Si prevedono scontri legali.

da Il Sole 24 Ore

Portello, arrivano i tedeschi: “Un hotel da 380 camere”.

Massimo Vitali tira dritto. Soltanto martedì il presidente dell’omonimo gruppo di costruzioni ha firmato un accordo con «One», catena alberghiera tedesca, per la gestione dell’Hotel in predicato di sorgere al Portello.

 di GIAMBATTISTA ANASTASIO
Rendering del progetto Milano Alta di Vitali Spa  al Portello

La catena tedesca aveva annunciato di voler sbarcare in Italia, in particolare a Roma e a Milano, già a settembre 2015. Singolare che per il battesimo in terra meneghina abbia scelto di puntare sul Portello. L’area, infatti, è di proprietà di Fondazione Fiera, che non sembra per nulla intenzionata a portare avanti il progetto di riqualificazione «Milano Alta» firmato proprio dalla Vitali Spa, aggiudicataria del padiglione oggi dismesso dopo la clamorosa rinuncia del Milan. Il 24 marzo 2017 la Fondazione ha presentato un atto di citazione in tribunale contro i Vitali perché ritiene che l’iter del progetto non possa andare a buon fine, vista la presunta distanza tra il Comune e la stessa Spa. Non solo.

Proprio martedì Fondazione Fiera ha lasciato cadere nel vuoto l’ultimatum inviato da Palazzo Marino: il documento con le integrazioni e le modifiche richieste dagli uffici comunali al piano «Milano Alta» è stato firmato solo dai Vitali. I costruttori bergamaschi hanno a loro volta citato in giudizio Fondazione Fiera per diverse, presunte, inadempienze contrattuali. E’ in questo contesto che cade l’accordo siglato martedì da «Milano Alta» con «One». Un contesto del quale i tedeschi sono a conoscenza. Ulrich Demetz, bolzanino, responsabile per l’Italia del gruppo fondato da Dieter Muller, coi suoi collaboratori si è detto fiducioso sul buon esito “dell’affaire” Portello. Massimo Vitali aveva dichiarato, proprio su queste pagine, di voler e poter andare avanti, nonostante tutto. Detto, fatto.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net