Area Portello senza pace: nuovo incontro Fondazione Fiera-Vitali.

Fondazione Fiera e Vitali S.p.A. si incontrano per cercare un accordo sul futuro dell’area Portello. I progettisti: “Milano Alta non iconica? Non è così!”

Milano Alta
 Area Portello senza pace, nuovo incontro Fondazione Fiera-Vitali
Fondazione Fiera-Vitali S.p.A.: nuovo round. Previsto per il pomeriggio di ieri l’incontro tra i legali dell’ente proprietario dell’area del Portello e l’impresa che si è aggiudicata l’appalto per la riqualificazione dell’area con il progetto “Milano Alta” che, come raccontato da Affaritaliani.it, è finito al centro di una complessa vicenda di carte bollate, con Fondazione che ha citato in giudizio Vitali e Vitali che a sua volta ha citato Fondazione Fiera in Tribunale. Sullo sfondo, un atteggiamento interlocutorio del Comune nei confronti del progetto. Secondo indiscrezioni, Fondazione Fiera vorrebbe trovare un accordo per una exit strategy sulla falsariga di quella che portò il Milan a rinunciare al progetto del nuovo stadio. Ma Vitali non sembra disposto a farsi da parte. Come riporta il quotidiano Il Giorno, nella querelle sono intervenuti Ricardo Flores ed Eva Prats, gli architetti che hanno disegnato  il progetto Milano Alta: “Il Comune dice che il nostro progetto non è abbastanza iconico? La forza del nostro progetto sta nell’energia e nella fruibilità degli spazi pubblici. In Europa ci sono più casi di edifici iconici che non sono vissuti dalla cittadinanza”. Tra le modifiche che potrebbero costituire una base di trattativa, concedere una delle cinque palazzine previste alla Rai.
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Rai: nuovi studi a Milano. Si trasloca da Mecenate al Portello (Fiera)

La Rai di Milano apre la porta – anzi, il Portello – ad una nuova era. E si prepara al trasloco. Il CdA del servizio pubblico ha infatti dato un primo ma significativo via libera al progetto che porterà al trasferimento del Centro di Produzione milanese di Via Mecenate presso gli ex padiglioni 1 e 2 di Milano Fiera, nel quartiere Portello. Dopo anni di valutazioni e trattative, l’azienda di Viale Mazzini ha sciolto le riserve.

Il CdA del servizio pubblico – si legge in una nota – “ha approvato la finalizzazione dell’operazione con Ente Fiera che ha presentato l’offerta migliore per la razionalizzazione degli spazi Rai nel capoluogo lombardo“. Dando mandato di approfondire ulteriormente la fattibilità del trasloco, l’azienda ha formalizzato l’intenzione di chiudere l’accordo con Fondazione Fiera per trasferire al Portello gli studi e le strutture attualmente ospitate in via Mecenate. Rimarrà dov’è, invece, la storica sede di Corso Sempione.

Il quartiere Portello si trova nella zona Nord-Ovest di Milano, che nel secolo scorso ospitava gli stabilimenti dell’Alfa Romeo. I padiglioni della Fiera di Milano vennero realizzati negli anni Ottanta. Da un punto di vista logistico, il futuro polo Rai sarà più vicino alla sede di Corso Sempione (che dista circa 4 chilometri in linea d’aria); via Mecenate, situata nella zona sud-est della città, risultava invece più dislocata.

L’azienda, in particolare, ha chiesto spazi che oscillino da un minimo di 16mila ad un massimo di 20mila metri quadrati per ricavarvi 6 studi televisivi: uno di grandi dimensioni, 3 di media dimensione e due più piccoli. Gli spazi del Portello sarebbero stati ritenuti idonei. Il trasloco dovrebbe inoltre coincidere con il progetto di un ulteriore rilancio del Centro di Produzione di Milano, che in molti vorrebbero sfruttare nelle sue piene potenzialità, magari assegnando alla sede meneghina anche la produzione di una fiction.

Attualmente, negli studi di via Mecenate (prossimi alla scadenza dell’affitto) si realizzano i programmi Detto Fatto, Che tempo che fa e The Voice. Non tutti sanno, però, che in passato negli spazi della Fiera – affittati alla Rai – vennero realizzate trasmissioni storiche come Rischiatutto, Lascia o Raddoppia, Settevoci, Portobello. Nei primi anni 2000 quegli studi furono demoliti.

L’area di Milano Fiera era già stata presa in considerazione dalla Rai nel 2014, quando però si discuteva anche dell’ipotesi (poi sfumata) di realizzare su quella superficie lo stadio del Milan. Poi fu la volta del progetto “Milano Alta”, firmato da Vitali-Stam ma mai decollato. Alla fine l’emittente optò per un rinnovo dell’affitto in via Mecenate. Ora, però, la trattativa sembra destinata ad andare a buon fine.

Sono molto soddisfatto della decisione presa dal Cda della Rai di accogliere la proposta di Fondazione Fiera Milano, che ha messo a disposizione alcuni padiglioni dell’ex polo fieristico al Portello, per il Centro di Produzione. Lavoriamo insieme e in fretta affinché questo progetto diventi presto realtà. Mi piacerebbe, poi, che dal punto di vista dell’operatività a Milano nascesse un grande canale internazionale, di cui, a mio avviso, la Rai e l’Italia hanno veramente bisogno

ha dichiarato il sindaco di Milano, Beppe Sala, lasciando trasparire la volontà di arrivare ad una rapida realizzazione del progetto.

giovedì 19 aprile 2018 18:47 – Marco Leardi

Rai al Portello, dove sarà il nuovo centro di produzione della tv di Stato a Milano.

La Rai pronta a traslocare da via Mecenate al Portello: nuovo centro di produzione a Milano.

Sarà molto probabilmente la Rai a riqualificare la zona del Portello. Non il Milan (con il nuovo e contestatissimo stadio) e non Vitali (con il progetto di Milano Alta). Il consiglio d’amministrazione della Tv di Stato ha approvato l’idea di trasferire il centro di produzione milanese al Portello. Il prossimo passo sarà la trattativa con il proprietario dell’area, ovvero Fondazione Fiera.

E se anni fa, con il Milan e Vitali, era stata Fondazione Fiera a lanciare un avviso per raccogliere manifestazioni d’interesse, ora è successo esattamente l’opposto: la Rai, nel mese di ottobre del 2017, ha avviato una richiesta di offerte per sostituire la sede attuale di via Mecenate, il cui contratto di affitto scade a dicembre 2018.

La Rai ha bisogno di realizzare 6 studi televisivi di cui uno molto grande, due piccoli e tre medi. Le servono 16 mila – 20 mila metri quadri. L’area del Portello può essere ideale e concilierebbe anche le esigenze dei residenti, che non avevano per niente gradito l’interessamento del Milan per lo stadio all’epoca del bando di Fondazione Fiera (2014-2015), impauriti dall’intasamento del traffico, ed erano invece bendisposti verso il progetto di Milano Alta, che pure aveva l’obiettivo di richiamare numerose persone in zona con il centro commerciale, il cinema multisala, la palestra e altro ancora.

Portello: dal Milan a Vitali alla Rai

Furono quattro i progetti presentati in risposta al bando di Fondazione Fiera per raccogliere l’interesse a riqualificare l’area del Portello (ex padiglioni 1 e 2 della Fiera) e realizzare servizi accessori al vicino MiCo (Milano Congressi). La “finale” si giocò tra il Milan e Vitali. La società rossonera intendeva realizzarvi il suo nuovo stadio di proprietà, Vitali proponeva invece un complesso connubio tra verde pubblico (con tanto di passeggiata ciclopedonale rialzata), centro commerciale, cinema multisala e altro ancora.

Fondazione Fiera scelse il Milan. Ma iniziarono subito i “tira e molla” in merito al carotaggio per determinare l’esatto ammontare della bonifica da effettuare. Il Milan intendeva svolgere carotaggi approfonditi per conoscere con esattezza l’importo ed eventualmente non accettare di sobbarcarsi quel lavoro. Di diversa opinione Fondazione Fiera, che non voleva assolutamente compartecipare alla bonifica. Finì con un divorzio nemmeno troppo consensuale.

Milano Alta di Vitali tornò in partita, da secondo progetto classificato, ma la strada non fu affatto spianata. In questo caso, a far naufragare tutto furono gli oneri di urbanizzazione richiesti dal Comune di Milano, nel frattempo lievitati enormemente. Vitali strinse comunque un accordo con la catena tedesca MotelOne per la gestione del futuro albergo richiesto dal bando di Fondazione Fiera. E’ probabile che Vitali realizzerà comunque questo albergo, sia perché altrimenti si complicherebbero le cose con MotelOne, sia perché l’albergo serve al proprietario dell’area ma non è ovviamente incluso nel patto che verrà stipulato con la Rai. La quale, a sua volta, manterrà probabilmente il suo centro di produzione ancora in via Mecenate fino al 2019, attraverso una mini-proroga. Da qui a ottobre 2018, infatti, non c’è ovviamente tempo per realizzare il centro di produzione al Portello.

Centro produzione Rai verso il Portello. Pressing del Comune.

Fondazione Fiera ha offerto i padiglioni 1 e 2. La giunta esprime il «gradimento» al progetto.

Il Comune accelera sul progetto del nuovo centro di produzione Rai al Portello. É (quasi) il tempo delle scelte e Palazzo Marino scioglie ogni dubbio sulla benedizione al piano dopo che sulla stessa area sono già naufragati due progetti, quello del nuovo stadio del Milan e della «Milano Alta» del gruppo Vitali, su cui pende un ricorso della società bergamasca contro la Fiera per l’annullamento del contratto.

La Rai aveva lanciato nell’ottobre 2017 un’indagine di mercato per «sollecitare» i soggetti interessati a fornire un complesso immobiliare in affitto «di superficie compresa tra i 16mila e 20mila metri quadrati, a supporto dell’attuale centro di produzione in corso Sempione».

L’azienda ha una parte degli studi in via Mecenate ma il contratto scade nel 2019, nel bando che si è chiuso lo scorso 14 dicembre si faceva riferimento non a caso alla necessità degli spazi «entro il 31 dicembre 2018», per una durata di 12 anni. Sei le manifestazioni di interesse raccolte ma l’offerta dei Padiglioni 1 e 2 della Fiera è la favorita, anche per la vicinanza a corso Sempione. Ieri la giunta ha espresso un parere favorevole.

L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran ha aggiornato sindaco e colleghi sulla lettera ricevuta dal presidente di Fondazione Fiera Giovanni Gorno Tempini per illustrare la candidatura presentata alla Rai e le questioni legate ai ricorsi. «Abbiamo condiviso come giunta – riferisce Maran – che sarebbe una funzione qualificante molto gradita al Comune e in linea con l’obiettivo di sviluppare l’area del Portello intorno a una grande struttura pubblica». Funzione pubblica che non era stata riconosciuta alla Milano Alta: l’udienza per un tentativo di conciliazione tra Fiera e Vitali si terrà entro aprile, per ora non sembra aria per un accordo extragiudiziale. Il Comune rimarca che «l’iniziativa gode dello stesso apprezzamento anche da parte del Municipio 8». Il quartiere aveva osteggiato lo stadio rossonero.

«Abbiamo dato mandato agli uffici di lavorare in questa direzione, fermo restando che ovviamente spetta alla Rai scegliere – precisa Maran -. Tuttavia è utile sottolineare che posizionare la sede lì garantirebbe prossimità con corso Sempione, grandi servizi di trasporto pubblico con M5, la presenza di un grande polo espositivo e consentirebbe di mantenere la struttura portante del Bellini con ridotti costi di ristrutturazione. E il polo Rai può trainare altri investimenti nella zona. Sarebbe una soluzione che fa bene alla Rai e a Milano».

Il sindaco Beppe Sala precisa che «non è un pressing, ma ribadiamo che sarebbe un progetto estremamente importante. E se la Rai prosegue con quel progetto relativo all’informazione internazionale è perfetto. Non ho parlato con il dg Mario Orfeo nè con la presidente Rai Monica Maggioni, ma dalla Fiera mi pare che siano abbastanza vicini a una soluzione, in tempi non lunghissimi».

Il Giornale.it

La Rai promuove il Portello: vicina l’intesa per gli studi Tv.

  
L’ufficializzazione dovrebbe arrivare per la metà di marzo.

Milano 25 Febbraio – Per i piani di riqualificazione del Portello potrebbe davvero essere la volta buona dopo due anni trascorsi invano tra progetti annunciati, progetti clamorosamente smentiti e scontri a colpi di carte bollate. La seconda vita del padiglione fieristico 1-2 sembra proprio potersi scrivere con sole tre lettere: Rai. Riunitosi giovedì, il consiglio d’amministrazione dell’emittente pubblica ha sancito che la sede migliore per i futuri studi milanesi è il vecchio polo espositivo. Non c’è ancora alcuna decisione presa né formalizzata, meglio sottolinearlo. Ma dalla Rai si ammette che il Portello è location che vanta le caratteristiche migliori rispetto alle altre 6 offerte tramite bando, tra le quali quelle messa a disposizione da Coima e da Telelombardia. E, aspetto non secondario, che la decisione sarà assunta in tempi brevi, entro la metà di marzo.

NEL DETTAGLIO, il padiglione 1-2 è vicino alla sede Rai di corso Sempione e, secondo punto di forza, ha la metratura necessaria per ospitare gli studi televisivi. Nell’avviso pubblico lanciato ad ottobre, la Rai ha chiesto spazi che oscillino da un minimo di 16mila ad un massimo di ventimila metri quadrati per ricavarvi 6 studi televisivi: uno di grandi dimensioni, 3 di media dimensione e due più piccoli. Il bando si è reso necessario perché alla fine del 2018 scadrà il contratto di affitto per gli spazi attualmente occupati dall’emittente pubblica in via Mecenate. La televisione pubblica chiede che gli spazi siano utilizzabili già dal 31 dicembre 2018. Difficile che questa condizione possa essere soddisfatta da Fondazione Fiera, proprietaria della struttura, ma da viale Mazzini, sede romana della Rai, sussurrano a mezza bocca che la scadenza del 31 dicembre 2018 non è un cappio, che una certa flessibilità è possibile, che non si tratta — per dirla tutta — di un elemento che può indurre a cambiare i piani e le preferenze. L’arrivo della Rai sarebbe, per il Portello, una svolta non da poco. La gara per la riqualificazione del padiglione espositivo è stata chiusa ormai 2 anni fa ma ad oggi nulla si è mosso, l’edificio versa in stato di abbandono. In origine sembrava dovesse ospitare il nuovo stadio del Milan ma il club fece una clamorosa retromarcia. A quel punto sembrava si potesse sposare il progetto Milano Alta del gruppo Vitalia, uno scenario naufragato in tribunale. L’auspicio è che ora ci sia due senza tre.

La Rai al Portello, via alla candidatura.

Fondazione Fiera ha risposto al bando dell’emittente offrendo lo storico padiglione 

di GIAMBATTISTA ANASTASIO – 16 dicembre 2017 
 Il padiglione al Portello

Il bando si è reso necessario perché alla fine del 2018 scadrà il contratto di affitto per gli spazi attualmente occupati dall’emittente pubblica in via Mecenate. Dalla Rai mantengono il riserbo su quante manifestazioni d’interesse abbiano ricevuto a bando ormai chiuso ma si fa sapere che «il numero è congruo» e che si approderà «in tempi brevi» ad una prima scrematura, ad una short list di almeno tre proposte finaliste per poi scegliere la proposta che più convince.

Per fondazione fiera e il Portello si tratta di un’occasione unica per uscire da uno stallo che è ormai imbarazzante. Il padiglione 1 e 2, per chi non lo ricordasse, è lo stesso che pareva destinato ad essere trasformato nel nuovo stadio del Milan su spinta di Barbara Berlusconi. Poi la clamorosa rinuncia del club rossonero e una conciliazione legale con la quale da via Aldo Rossi hanno acconsentito a versare 5 milioni di euro a Fondazione Fiera. Non è finita, però.

Ancora, il padiglione  1 e 2 è lo stesso che, dopo la retromarcia del Milan, pareva destinato ad ospitare il progetto «Milano Alta», firmato dal Gruppo Vitali e composto, in estrema sintesi, da un mix di spazi commerciali, uffici e verde. Poi lo strappo, il secondo della tormentata storia del Portello. Uno strappo non ancora risolto: Fondazione Fiera è convinta che il Gruppo Vitali abbia perso la titolarità a mettere a segno l’intervento di riconversione dell’area, i costruttori bergamaschi sostengono invece di non aver perso alcun diritto sull’area. La buona notizia è che nel caso la Rai acconsentisse a fare del Portello la nuova sede dei suoi studi milanesi, le parti potrebbero superare le divergenze e tornare a collaborare. Il progetto «Milano Alta» sarebbe ovviamente rivisto per far posto all’emittente pubblica ma a realizzare l’intervento sarebbe comunque il Gruppo Vitali. Il padiglione 1 e 2 della Fiera ha dalla sua la vicinanza alla sede milanese della Rai di corso Sempione: ne risulterebbe una sorta di cittadella del piccolo schermo. Altro punto di forza, lo spazio disponibile, di circa 30mila metri quadrati. Il punto debole sta nella necessità di abbattere l’edificio e ricostruirlo. La palla ora passa al management di viale Mazzini.

Portello: Fiera punta alla Rai. I dettagli del bando. Con un problema.

Fondazione Fiera potrebbe presentare una manifestazione di interesse per il bando lanciato dalla Rai per la zona del Portello.

Portello, Fiera punta alla Rai. I dettagli del bando. Con un problema

di Fabio Massa

Di sicurezze non ce ne sono. Anzi. Ma di voci sì, e pure tante. Fondazione Fiera potrebbe – secondo rumors di Affari – presentare una manifestazione di interesse per il bando lanciato dalla Rai per la zona del Portello. Secondo indicazioni, la decisione sarebbe praticamente presa, anche perché ormai il tempo stringe. Entro un mese circa, per la precisione il 14 dicembre ore 13, devono pervenire le manifestazioni di interesse per gli immobili in locazione. Il bando è molto dettagliato. La Rai “è interessata a valutare la possibilità di concentrare alcune attività di produzione radiotelevisiva, direzionali e operative della propria Sede di Milano in un nuovo complesso immobiliare da condurre in locazione, il più possibile prossimo al proprio Centro di Corso Sempione e con una tempistica di trasferimento il più possibile ridotta”, si legge nel dispositivo. Insomma, addio via Mecenate, tutto in corso Sempione. Il “sondaggio” ha però caratteristiche specifiche: “l’immobile deve avere destinazione d’uso industriale (per attività di produzione radiotelevisiva), direzionale o servizi ed in ogni caso idonea ad ospitare studi televisivi; localizzazione nell’area metropolitana di Milano il più possibile prossima al Centro Rai di Corso Sempione, in area dotata di elevato grado di accessibilità, garantita dalla prossimità alle principali linee di trasporto urbano e ferroviario, nonché da vie di comunicazione stradale; superficie utile lorda fuori terra compresa da un minimo di 16.000 mq ad un massimo di 20.000 mq circa”. L’idea della Rai è di realizzare “uno studio televisivo grande con superficie compresa tra 1.200 mq e 1.500 mq; tre studi televisivi medi con superficie compresa tra 600 mq e 800 mq; due studi televisivi piccoli con superficie compresa tra 500 mq e 600 mq; spazi per uffici modulabili con una superficie compresa tra 2.000 mq e 2.500 mq; altre aree di supporto logistico e tecnico per circa 10.000 – 12.000 mq”. E ancora: “A corredo dell’Immobile, che dovrebbe avere struttura indipendente con sviluppo cielo-terra e disponibilità di aree adiacenti per possibili future esigenze di ampliamento, sono necessarie aree di pertinenza per transito e parcheggio automezzi e mezzi pesanti, possibilmente coperte”. Una descrizione che pare attagliarsi alla perfezione sul Portello, se non fosse che questo andrà ristrutturato. L’unico problema pare sia la vicenda ancora aperta con Vitali, che aveva vinto la gara per la realizzazione di Milano Alta. Anche questa, una questione da chiudere il più presto possibile se davvero Fondazione Fiera intende realizzare l’opzione Rai.

fabio.massa@affaritaliani.it

Portello, l’idea è un centro diagnostico. Le aziende sanitarie interessate sono tre

Non solo Humanitas.

In attesa pure il Centro Sant’Agostino e Crescenzia Srl

di GIAMBATTISTA ANASTASIO

Humanitas vanta già il primo Centro italiano per le malattie immuno-infiammatorie (Mdf)

Humanitas vanta già il primo Centro italiano per le malattie immuno-infiammatorie (Mdf)

Milano, 29 luglio 2017 – Un centro diagnostico di cinquemila metri quadrati. Questo il progetto per il quale Humanitas ha mostrato interesse in quel del Portello. Un progetto rimasto sulla carta ma non ancora accantonato. L’azienda ospedaliera di Gianfelice Rocca resta alla finestra. Il contenzioso legale nel frattempo apertosi tra Fondazione Fiera, proprietaria del padiglione e dall’area da riqualificare, e Vitali S.p.A. l’impresa bergamasca che si è aggiudicata i lavori di riqualificazione, impone cautela e prudenza. Ogni scenario futuro è subordinato all’esito del tentativo di conciliazione in corso tra le parti. Di certo l’apertura di un presidio sanitario era nella logica di «Milano Alta», il progetto che Vitali avrebbe sviluppato e che ora è pesantemente in forse. Ma questo non impedisce alla Fondazione di far tesoro delle manifestazioni d’interesse arrivate per l’area e di recuperarle per il progetto di riqualificazione tris dopo quello dello stadio del Milan e «Milano Alta». Sì: «manifestazioni» d’interesse, scritto e detto al plurale.

Negli ultimi mesi, infatti, non solo Humanitas ha preso contatti per il Portello. Insieme all’azienda ospedaliera di Rozzano si sono fatte avanti anche altre realtà del comparto sanitario: il Centro Medico Sant’Agostino, che vanta sedi sia a Milano sia a Bologna, e la Santa Crescenzia S.r.l., che ha un omonimo poliambulatorio a Magenta. Contatti, meglio ribadirlo, rimasti giocoforza in superficie, viste le condizioni in cui versa l’iter di riqualificazione del Portello. Ma che possono riprendere quota, se è vero che è stato lo stesso Paolo Lombardi, direttore generale di Fondazione Fiera, a dichiarare che si stanno prendendo in considerazione più offerte, anche quelle di operatori sanitari, a margine dell’ultima commissione comunale tenutasi sul caso Portello.

Quanto al tentativo di conciliazione in corso, Lombardi, sempre in occasione di quella commissione, ha fatto sapere che Fondazione Fiera, come già riportato, è pronta ad offrire a Vitali S.p.A. un’area alternativa da riqualificare. Un’area oggi dismessa, estesa su 15mila metri quadrati e localizzata proprio di fronte al padiglione 1-2. Ma Massimo Vitali, presidente dell’omonimo gruppo di costruzioni, per ora frena: «Non abbiamo ancora ricevuto da Fondazione proposte ufficiali in questa direzione. E il nostro primo interesse è realizzare Milano Alta: abbiamo ricevuto 99 manifestazioni d’interesse all’insediamento nell’area. Analogo dovrebbe essere anche l’interesse della città perché quel padiglione in disuso ed abbandonato è una ferita in mezzo alla nuova Milano, quella di Citylife ad esempio».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net