Stadio Milan, pessimismo sulla decisione di Fondazione Fiera.

Dalla Redazione di MilanLive.it di oggi 30 giugno.

Nuovo capitolo odierno riguardante lo stadio di proprietà del Milan, che dopo settimane positive ed incoraggianti sembra cadere sempre più in un vortice di pessimismo e pareri discordanti sull’iter burocratico e sulla pianificazione della struttura. Il progetto voluto fortemente da Barbara Berlusconi potrebbe subire una brusca frenata, dovuta soprattutto alla decisione del 6 luglio di Fondazione Fiera.

Come riporta oggi La Stampa, tra meno di una settimana il consiglio fieristico esprimerà il giudizio definitivo sull’assegnazione dei terreni di sua proprietà, dove ora sorgono i padiglioni 1 e 2 dell’ex polo cittadino. La zona del Portello, per la quale è in gara d’appalto anche il progetto di Vitali e Steam Europe per la pista ciclabile, potrebbe non essere a disposizione del Milan, sia per le proteste dei residenti di zona sia per alcune opposizioni interne del Comune, senza dimenticare il problema relativo alla sede di Citroen Italia che dovrebbe essere smantellata.

Ad oggi dunque appare dura che Fondazione Fiera appoggi il progetto stadio al Portello; non arrivano segnali confortanti, tanto da far muovere il Milan verso nuove aree su cui costruire la propria nuova casa. In alternativa spiccano sempre lo scalo Farini, il quartiere Baggio e, non ultima, la zona su cui è attualmente in svolgimento l’Expo 2015 di Milano.

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Stadio. Fondazione Fiera verso il no per il Portello: il Milan pensa all’area Expo.

Da Redazione MilanLive.it

Secondo quanto si apprende quest’oggi dal Corriere dello Sport, il Milan va verso la bocciatura del proprio progetto stadio al Portello. Fondazione Fiera Milano il 6 luglio prenderà la propria decisione definitiva e gli indizi sembrano portare in direzione favorevole ai concorrenti del gruppo Vitalia che intendono realizzare la Milano Alta. Barbara Berlusconi ha investito molto tempo e risorse per studiare la possibilità di realizzare il nuovo impianto rossonero nei pressi della sede Casa Milan, ma potrebbe essere costretta a trovare una nuova zona dove realizzarlo.

L’ideale potrebbe essere quello di costruire l’opera nell’area in cui si sta svolgendo l’EXPO e che dall’1 novembre dovrà essere riqualificata anche con l’aiuto dei contributi dell’Unione Europea. E’ un’area enorme e dotata di parcheggi, rete fognaria, illuminazione e strade d’accesso. Lo stadio del Milan potrebbe sorgere proprio lì, come voleva il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Inoltre, trattandosi di terreni più ampi di quelli del Portello, non va escluso che l’impianto sportivo possa prevedere un numero maggiore di posti a sedere rispetto ai circa 48 mila del progetto attuale.

Milan, quanti ostacoli per la realizzazione del nuovo stadio!

Insomma, i problemi aumentano e il pessimismo cresce. Il progetto stadio Milan al Portello, al momento, non sembra essere più in pole per la vittoria…

Complicazioni per il nuovo stadio. I dettagli.                                                    Da “Il Calcio Magazine.it”

Il Milan riceverà una risposta positiva o negativa entro il prossimo 6 luglio.Fondazione Fiera deciderà chi sarà il vincitore del bando per la riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 della Vecchia Fiera al Portello. Le notizie che arrivano però sono tutt’altro che positive. L’ultimo nodo per il club rossonero riguarda la bonifica edilizia necessaria prima dell’eventuale inizio della costruzione. Un intervento ingente rispetto a quello che dovrà realizzare il rivale rossonero, ovvero Vitali.

In più a complicare i piani del Milan ci si è messo anche il comitato “No Stadio” che due sere fa ha protestato nuovamente davanti a Palazzo Marino. Anche gli organi politici avrebbero espresso perplessità sulla realizzazione dell’impianto (i cui tempi di realizzo sono stimati tra i 5 e i 7 anni) viste le continue protesta dei cittadini. Il rischio di perdere voti per alcune scelte impopolari aumenta.

A tutto questo si deve aggiungere la questione Citroen Italia: metà dell’impianto rossonero dovrebbe crescere proprio sulla sede della concessionaria. Insomma, i problemi aumentano e il pessimismo cresce. Il progetto stadio Milan al Portello, al momento, non sembra essere più in pole per la vittoria finale.

Stadio Milan, la Fiera è spaccata: il 6 luglio la decisione. Ecco le criticità del progetto – da Calcio e Finanza

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Il giorno del giudizio è stato fissato sul calendario rossonero: 6 luglio 2015. La giornata che potrebbe cambiare il futuro prossimo (e remoto) del Milan, dopo la storica cessione – ancora non conclusa, ma ci siamo – del 48% delle quote della società a Bee Taechaubol, sarà un lunedì d’inizio estate. Quel giorno la Fondazione Fiera darà il suo verdetto sull’assegnazione dei terreni su cui il Milan vorrebbe costruire il nuovo stadio. Niente più rinvii, dopo una serie di approfondimenti richiesti dalla Fondazione che hanno fatto slittare la decisione di quasi quattro mesi. Il Milan aspettava una risposta per marzo, ha visto due competitor uscire di scena, oggi è “in finale” contro il progetto di un altro gruppo. E tra poco saprà.

Ieri “il Comitato Esecutivo di Fondazione Fiera Milano – si legge in un comunicato dell’ente che gestisce gli spazi al Portello – riunitosi sotto la Presidenza di Benito Benedini, ha concluso l’approfondimento delle due proposte selezionate per la riqualificazione del padiglione 1-2 del Portello, pervenute da A.C. Milan con Arup Italia s.r.l, e da Vitali SpA con STAM Europe S.A“. Niente più richieste di chiarimenti, chi dovrà decidere ha già oggi il quadro completo a disposizione. “Apprezzando la completezza dei due progetti, il Comitato Esecutivo ha fissato per il prossimo 6 luglio una nuova seduta per assumere le delibere da sottoporre al Consiglio Generale, che si riunirà in seduta straordinaria nella stessa data, per prendere la decisione finale sul progetto di riqualificazione del Portello”.

L’ufficialità arriverà entro quella serata. Il Comitato Esecutivo (9 membri, quelli che di fatto prenderanno la decisione) si riunirà alle 14.30, a seguire proporrà al Consiglio Generale (26 membri) di ratificare il verdetto. Non è mai successo nella storia, ma teoricamente il Consiglio potrebbe anche sovvertire quanto deciso del Comitato. Un’ipotesi ad oggi più che remota. Ma ad oggi le notizie per il Milan non sono ottime. Perché da quanto trapela dalle parti del Portello, se il Comitato Esecutivo avesse deciso ieri il progetto dei rossoneri sarebbe uscito perdente. Nel gruppo di governo della Fondazione c’è una spaccatura, di natura anche politica. All’interno del Comitato ci sono tre membri nominati dal Comune, che in questa partita ha cambiato posizione nel corso del tempo. Ad ottobre-novembre Palazzo Marino appoggiava il progetto dello stadio rossonero. Oggi, con le elezioni 2016 in vista, le proteste dei comitati dei residenti e un candidato sindaco che ancora non c’è, la situazione è cambiata: il timore di inimicarsi una fetta di cittadinanza è forte. Così anche nell’Esecutivo della Fiera – che non ha posizioni chiare in molti membri – sarebbero emerse diverse perplessità.

Le criticità del progetto del Milan riguardano anche i tempi di realizzazione (5-7 anni, contro i 18 mesi del progetto di Vitali/STAM) e i costi di bonifica: il campo da gioco – scrive Repubblica – dovrebbe essere scavato nel terreno, che però è pieno di terra di riporto della seconda guerra mondiale. Per bonificarlo – stima la Fiera – ci vorrebbero tra i 10 e i 50 milioni di euro. E non pare ci sia accordo totale su chi dovrebbe pagare questa cifra. Non dovrebbe essere più un problema invece l’area in mano alla Citroen: il Milanavrebbe un’opzione d’acquisto sul terreno in mano al fondo Pegasus. D’altro canto però il Milan è un’enorme occasione per la Fondazione, in particolare sotto il profilo economico. Perché garantisce un contratto 50ennale e la gestione diretta di ciò che farà sul terreno. L’altro progetto è invece molto simile ad un centro commerciale: Vitali costruirà, ma poi dovrà affittare gli spazi. E non garantisce che gli affari durino così a lungo come quelli rossoneri. Si attende un 6 luglio caldissimo a Milano.

Il retroscena – da La Repubblica di Ilaria Carra

Stadio al Portello, scontro in Fiera

SI È DECISO soltanto quando si deciderà. E cioè il 6 luglio. È annunciata per quella data la scelta definitiva tra i due progetti rimasti in gara per la riqualificazione del Portello. Tra dieci giorni la Fondazione Fiera comunicherà se la città avrà un secondo stadio, quello del Milan, oppure un grande centro polifunzionale e verde ribattezzato Milano Alta. Il comitato esecutivo dell’ente, che si è riunito ieri, è spaccato. Ha sforato di oltre un’ora i tempi della seduta rispetto alle previsioni, segno della tensione nel dibattito interno, e al termine ha diffuso una nota in cui spiega la fine dell’approfondimento delle proposte e che il comitato, «apprezzando la completezza dei due progetti, ha fissato per il prossimo 6 luglio una nuova seduta per assumere le delibere da sottoporre al Consiglio generale, che si riunirà in seduta straordinaria nella stessa data, per prendere la decisione finale sul progetto di riqualificazione del Portello». Tutto rinviato, dieci giorni di tempo per sciogliere le ultime riserve sulle due proposte che, simili nella reddività promessa (un canone annuo da gennaio 2016 di circa 3,3 milioni), offrono però visioni e rispondono a bisogni opposti.

Entrambe le offerte, dicono i bene informati, sono concrete e articolate. Il Milan propone un impianto da 48mila posti, molto innovativo, in mezzo alle case. Ragion per cui l’intervento è ostacolato fortemente da molti residenti del quartiere che, anche ieri, hanno fatto sentire la loro contrarietà davanti a Palazzo Marino mettendo in scena una partita di calcio fra rossoneri e “No stadio al Portello”, in maglia gialla. È l’ultima trovata del comitato No stadio che continua a opporsi, sottolineando che l’impianto non si integra con il contesto e creerà problemi di sicurezza. C’è chi ricorda poi che nel bando di Fondazione Fiera veniva richiesto che il proponente avesse «un’esperienza negli ultimi dieci anni di operazioni urbanistiche analoghe» e per il Milan, il requisito non pare soddisfatto.

Ma da superare per il club ci sono anche altre criticità. Se la questione dell’area del concessionario Citroen da annettere al progetto per farci stare lo stadio sembra superata (con un’opzione di acquisto dal fondo Pegasus allegata al progetto), uno dei nuovi ostacoli sulla strada dell’aggiudicazione degli spazi al club rossonero riguarda la bonifica. A differenza dell’altro progetto di Vitali, il campo da gioco disegnato da Arup è previsto infatti in una specie di conca a dieci metri di profondità: l’operazione comporterebbe una bonifica sotterranea di terra da riporto della Seconda guerra mondiale che i tecnici di Fondazione Fiera avrebbero valutato di costo variabile tra i 10 e i 50 milioni. Una grande incognita, quindi, dato che là sotto non si sa bene cosa si possa trovare, così come sotto l’area occupata dalla Citroen. Inoltre, sembra che il Milan sia disponibile a farsi carico solo di una parte minoritaria di questi costi, mentre la fetta più grossa sarebbe sulle spalle di Fondazione Fiera, già preoccupata. In più il Milan ha bisogno di sette anni di tempo e le perplessità sulla liquidità del club non mancano.

Anche per questi motivi nel comitato non sarebbero favorevoli al piano Milan alcuni membri, come Gianna Martinengo, di nomina comunale, e qualche dubbio lo solleverebbe anche Rodolfo Citterio (nominato dall’Unione del Commercio). Ma il comitato esecutivo dell’ente, portatore nella sua composizione di vari interessi, non ha posizioni omogenee. E si racconta così che l’ex presidente Assolombarda e dal 2011 presidente di Saipem, Alberto Meomartini, assieme a Piero Bonasegale (nominato dalla Regione) sarebbero invece fan del progetto del club rossonero. Più incerte sarebbero le posizioni di altri membri, il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, Giorgio Rapari, settore commercianti, e Pietro Accame (città metropolitana).

Dall’altra parte c’è un progetto, quello di Vitali, apprezzato perché più semplice ma vissuto con il limite di essere un po’ troppo simile a un centro commerciale: pronto in 18 mesi, è un chilometro di Green street ciclopedonale a sette metri d’altezza con 15mila metri quadrati di spazi per sport, cultura e intrattenimento. Prelios intanto, esclusa a sorpresa dalla gara circa un mese fa, ha chiesto gli atti della procedura. E valuta un ricorso al Tribunale amministrativo.

Calcio e ordine pubblico.

Il problema sicurezza negli Stadi e al di fuori di essi, è sempre uno degli argomenti principali in Italia, e spesso diventa oggetto di dispute politiche, come ad esempio dopo la morte o il ferimento di qualche tifoso.

Fortunatamente, nella grande maggioranza dei casi, situazioni così gravi vengono stroncate sul nascere, o subito dopo, da agenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che tutte le domeniche lavorano affinché tutto questo non succeda. Qui di seguito 6 punti, facenti parte del decreto Pisanu, per provare a debellare questa piaga che ci accompagna praticamente tutte le domeniche.

6 punti cardine a dimostrazione che la zona del Portello

non è adeguata alla costruzione di uno Stadio.

  1. Zona esterna

La zona esterna ad un impianto sportivo necessita di un’area pubblica circostante o prossima all’impianto o complesso sportivo che consente l’avvicinamento allo stesso, e lo stazionamento di servizi pubblici o privati.

  1. Spazi di soccorso

Gli spazi devono essere raggiungibili dai mezzi di soccorso e riservati alla loro sosta e manovra.

  1. Via d’uscita

Il percorso deve essere senza ostacoli al deflusso che conduce dall’uscita dello spazio riservato agli spettatori e dallo spazio di attività sportiva all’area di servizio annessa o all’area di servizio esterna.

  1. Spazio calmo

Necessita di uno spazio calmo che altro non è che un luogo sicuro, statico contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito. Tale spazio non deve costituire intralcio alla fruibilità delle vie di esodo ed avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa dei soccorsi.

  1. Percorso di smistamento

Un percorso di smistamento che permetta la mobilità degli spettatori all’interno dello spazio loro riservato.

  1. Ubicazione
  • L’ubicazione dell’impianto o del complesso sportivo deve essere tale da consentire l’avvicinamento e la manovra dei mezzi di soccorso e la possibilità di sfollamento verso aree adiacenti.
  • L’area per la realizzazione di un impianto, deve essere scelta in modo che la zona esterna garantisca, ai fini della sicurezza, il rapido sfollamento. A tal fine eventuali parcheggi e le zone di concentrazione dei mezzi pubblici devono essere situati in posizione tale da non costituire ostacolo al deflusso.
  • Gli impianti devono essere provvisti di un luogo da cui sia possibile coordinare gli interventi di emergenza; detto ambiente deve essere facilmente individuabile ed accessibile da parte delle squadre di soccorso, avere visibilità sullo spazio riservato agli spettatori e sullo spazio di attività sportiva, in modo che sia possibile coordinare gli interventi per la sicurezza delle manifestazioni.