Ringraziamo Anita Sonego e pubblichiamo il suo Comunicato stampa.

Comunicato stampa di Anita Sonego
e del gruppo consigliare Federazione delle Sinistra

RIBADIAMO IL NOSTRO NO
ALLA REALIZZAZIONE DELLO STADIO AL PORTELLO

Dal primo giorno siamo stati accanto ai cittadini e cittadine che si sono mobilitati per sventare il nefasto progetto di uno Stadio di calcio nell’ex area del Portello.
Da subito è parsa evidente la demenzialità di un progetto simile in una zona adiacente le strade di accesso alle autostrade e per giunta con molti edifici residenziali.
Oltre al disagio che subirebbero gli abitanti della zona è evidente il problema della mancanza di sicurezza nell’eventualità di disordini tra tifoserie.
Oltre all’inquinamento acustico e luminoso, la zona, dove a pochissima distanza dall’edificio progettato è presente lo stadio di S.Siro, dovrebbe sopportare l’occupazione dei parcheggi esistenti con i relativi disagi.
Abbiamo richiesto ed ottenuto la presenza dei rappresentanti del Comune in Fondazione Fiera nella Commissione Consilaire ” Partecipate” per esprimere loro la contrarietà nei confronti di un’opera che avrebbe come detto un pesantissimo impatto non solo per la viabilità ma anche per la vivibilità di quella zona di Milano.
Personalmente ho sostenuto tutte le iniziative dei cittadini costituitisi in Comitato “NO STADIO AL PORTELLO” e sono intervenuta in Consiglio Comunale per esprimere la contrarietà nei confronti di un progetto che stravolgerebbe la vita di una intera zona della città.
Dopo la scelta di Fondazione Fiera diventa ancora più importante la decisione del Consiglio Comunale.
Sono certa che questa maggioranza, che ha fatto della partecipazione e della ‘qualità della vita’ i fondamenti della sua azione politica, saprà esprimere un netto giudizio affinché un secondo stadio, se è necessario alla città, venga costruito in un’area che non presenti criticità né di sicurezza, né di viabilità e soprattutto non vada ad impattare con la vita dei cittadini milanesi

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Atto di denuncia alla Procura della Repubblica da parte del Codacons.

PROCURA DELLA REPUBBLICA

PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO

Atto di denuncia-querela

L’Avv. Giuseppe Ursini, nato a San Cipriano D’Aversa, il 29.01.1948, (C.F  RSNGPP49A29H798I), nella sua qualità di legale rappresentante del CODACONS – Coordinamento di associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori e degli utenti, con sede in Roma, Viale Giuseppe Mazzini, 73, ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in Milano, ai fini del presente atto in virtù dei poteri conferitigli,

PREMESSO quanto segue.

Il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la tutela dell’ambiente e per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori), è legittimato ad intervenire quale associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi della legge 349/86, quale associazione di volontariato riconosciuta ai sensi della legge 266/91, nonché quale associazione a tutela dei consumatori e degli utenti riconosciuta ai sensi del Decreto Legislativo n. 206/2005. Con decreto del 15 maggio 2000, il Codacons è stato iscritto nel registro delle associazioni di consumatori e utenti rappresentative a livello nazionale tenuto presso il Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato, ai sensi dell’art. 5 della legge n. 281 del 30 luglio 1998. Il Decreto Legislativo n. 206/2005, norma quadro in materia di consumerismo in Italia, riconosce e garantisce i diritti e gli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti, ne promuove la tutela in sede nazionale e locale, anche in forma collettiva e associativa, e favorisce le iniziative rivolte a perseguire tali finalità (art. 2 comma 1). In modo particolare il Decreto Legislativo n. 206/2005 riconosce come fondamentali i diritti: alla tutela della salute; alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi; ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità; all’educazione al consumo; alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali; alla promozione e allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti; alla erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza (art. 2 comma 2). In base al disposto di tale norma, le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale, inserite nell’elenco di cui all’art. 137, sono legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi (art. 139), richiedendo al tribunale di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti e di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate  (art. 140). Nell’ambito delle prerogative di questa norma, al Codacons viene riconosciuto il diritto/dovere di intervenire per combattere le situazioni di abuso e di violazione dei diritti dei cittadini nell’ambito della loro posizione di consumatori ed utenti.

ESPONE quanto segue

Da notizie di stampa risulterebbe che l’ente Fondazione Fiera di Milano, soggetta alle regole di diritto pubblico in quanto tra l’altro, partecipata dall’ente territoriale, avrebbe deciso di affidare alla squadra di calcio Milan la costruzione di uno stadio nell’ex area Portello. La notizia ha lasciato i residenti allibiti, visto che la zona risulta già essere fortemente antropizzata; in cui i parcheggi, e la sicurezza dei servizi pubblici non corrispondono agli standard urbanistici del piano regolatore di Milano.

Infatti, già con parere del 14 giugno del 2014, il Comune di Milano si esprimeva negativamente circa la possibilità di costruire in quella zona uno stadio, poiché la zona risulta già essere congestionata dalla presenza della Fiera.

Parcheggi e vie di sicurezza relative ai servizi pubblici sono già inadeguati, così come la zona della città si presenta sovraffollata.

La stessa legge Pisanu fissa regole di sicurezza per gli stadi che non possono essere mai derogate.

La zona è  troppo piccola per consentire il deflusso delle persone, e cosa succederebbe se i tifosi finiscono con l’entrare in contatto tra di loro come spesso accade negli stadi?

Ciò posto, si chiede a questa procura della Repubblica di indagare sull’attuale ed il successivo iter che si dovesse sviluppare vista la contrarietà con le norme vigenti, eventualmente procedendo con  il sottoporre a sequestro preventivo l’area in questione.

Troppi sono i casi di abusi edilizi che hanno caratterizzato il nostro paese, ed i cittadini coinvolti non vogliono più vedere realizzate a danno della loro sfera umana opere illecite che gravano pesantemente sulla loro vita di relazione e sicurezza.

La vicenda relativa alla vittoria del progetto del Milan nasconde al suo interno anche altri punti oscuri, (Cfr. http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/04/08/news/lo-stadio-del-milan-lo-paga-la-fiera-1.207443).

In cui si legge testualmente “la famiglia Berlusconi chiede aiuto ai dirigenti della struttura espositiva milanese. Nominati dal centrodestra. In cambio, assicura, «poi faremo a metà degli incassi»

Ed ancora: “Il modello economico è l’impianto di proprietà come lo Juventus Stadium di Torino. Ma c’è una grossa differenza: il progetto dei Berlusconi, che sarebbero disposti a investire più di 300 milioni, riguarda un quartiere in piena città, ad alta densità di traffico e di residenze. Molti urbanisti e architetti lo ritengono un azzardo, molti abitanti uno spauracchio.”

CHIEDE

All’Ill.mo Procuratore della Repubblica adito di perseguire i responsabili dei fatti penalmente rilevanti che si dovessero ravvisare nell’esposizione dei fatti di cui sopra.

Con preghiera di avviso in caso di archiviazione ex art. 408 cpp.

Con osservanza.

Milano, 15 Luglio 2015

Avv. Marco Maria Donzelli

Da una “idea” di Pierfrancesco Majorino. Semplice e trasparente.

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Credo alle primarie come occasione utile per confrontarsi su idee e proposte, non come ad un “rodeo” tra personalismi. Per questo credo dobbiamo ragionare del futuro della città. A tale proposito oggi, a Radiopopolare, ho detto una cosa semplice. Perché non provare a immaginare che l’area del sito dell’EXPO, oltre ad un grande progetto basato sull’Università e la Ricerca, ospiti anche lo Stadio del Milan e una struttura per gli eventi (ad esempio dello spettacolo) evitando di collocarlo in un’area ad alta “densificazione” come quella del Portello? E’ un’idea. Nulla di più. Può essere sotenuta o bocciata. O magari sostituita da un’altra proposta ancora. Insomma: parliamo di futuro della città.

Dichiarazione di Roberto Caputo, candidato alle Primarie a sindaco per Milano 2016

Milano, 20 LUG – “Questa mattina ho incontrato i residenti e i rappresentanti del Comitato No stadio Portello con i quali ho fatto un sopralluogo nel quartiere in cui dovrebbe sorgere il futuro stadio del Milan. Oggi più che mai, mi sento di dire che ritengo che non ci siano i presupposti a livello urbanistico, di sicurezza e di viabillità per un progetto di questo genere, per cui sosterrò il Comitato nella loro battaglia. Non è pensabile costruire uno stadio a ridosso delle case, nelle immediate vicinanza di asili e scuole, oltre che di un ospedale e un pronto soccorso. C’è un problema di sicurezza evidente per tutto ciò che riguarda le normali vie di fuga, per non pensare a cosa accadrebbe in caso di avvenimenti particolari, dalle normali evacuazioni alle emergenze. Si parla dell’area tra viale Scarampo, viale Teodorico, via Gattamelata e piazza Gino Valle. Il nuovo stadio si troverebbe proprio lungo le vie di accesso e deflusso verso le autostrade, nonché le tangenziali est e ovest e sulla circonvallazione milanese, in un quartiere dove sono in via di realizzazione già nuovi insediamenti, attrattivi di ulteriore traffico, sia di residenziale che terziario. Inoltre, lo stadio si troverebbe all’interno di uno spicchio di città di poco più di 2 km, una frazione di zona 8 e 7, a soli 1800 metri di distanza da San Siro. Per non parlare della mancanza di collegamenti e di una fermata di metropolitana che per la sua posizione di certo non è in grado di scaricare un flusso di migliaia di persone. Il Comitato ad oggi ha raccolto 5000 firme per ribadire un chiaro no al progetto e al contempo per chiedere alle istituzioni che diano prova della volontà reale di farsi difensori civici dell’interesse collettivo della città. Le istituzioni oggi non possono non tenere conto di queste motivazioni e devono fermare sul nascere questo progetto, ripensando a soluzioni di riqualificazione diverse che non compromettano ulteriormente la qualità della vita dei residenti deprezzando in modo significativo anche gli immobili”. Lo ha dichiarato Roberto Caputo, candidato alle Primarie a sindaco per Milano 2016.

Il Milan ha vinto solo la prima battaglia!

Il sogno di Barbara Berlusconi di avere lo stadio a pochi metri da Casa Milan sembra vacillare. A scagliarcisi contro questa volta è il Codacons, l’Associazione di tutela dei consumatori, che ha depositato in procura una denuncia-querela contro la Fondazione Fiera Milano, che lo scorso 7 luglio aveva approvato il progetto del Milan, e spedito a Palazzo Marino una diffida formale ad autorizzarne la costruzione. “Ci siamo rivolti al Codacons – spiega Francesco Pappalettera del Comitato No Stadio al Portello – subito dopo il sì di Fondazione Fiera, esponendogli il problema, ma non ci fermeremo qui, stiamo già preparando altri atti”. Il parere di Fiera Milano, infatti, da solo non basta, per iniziare a costruire il nuovo stadio, il Milan ha bisogno dell’autorizzazione del Comune. I motivi della denuncia. “La zona risulta già essere fortemente antropizzata, – si legge nella denuncia – i parcheggi, e la sicurezza dei servizi pubblici sono inadeguati, in più la zona è troppo piccola per consentire il deflusso delle persone: cosa succederebbe se i tifosi finissero per entrare in contatto tra di loro come spesso accade negli stadi?” Per questi motivi, il Codacons ha chiesto alla Procura della Repubblica di indagare ed eventualmente sottoporre a sequestro preventivo l’area in questione.

Dello stesso tenore la diffida spedita al Sindaco: “Sia in Inghilterra che in Francia gli stadi sono, o sorti prima delle case, o sono stati costruiti fuori dalla città, – si legge nell’atto – costruire uno stadio alternativo a distanza solo di un chilometro da quello di San Siro appare di per sé una scelta urbanistica inadeguata”. Tour guidati per i consiglieri. Nel frattempo, in zona 8 sono iniziati i tour guidati per far conoscere ai consiglieri comunali dove dovrebbe sorgere lo stadio. “Il vero problema – spiegano i residenti contrari al progetto – è che chi dovrà prendere la decisione non conosce la zona, per questo abbiamo invitato tutto il Consiglio comunale a fare un giro del perimetro compreso tra via Gattamelata, viale Teodorico e viale Scarampo”. La prima visita è stata di Roberto Caputo (PD), mentre il 24 luglio dovrebbero arrivare i consiglieri de “Il Polo dei Milanesi”. “Lo stadio avrà 24 uscite, questo vuol dire che i tifosi dovranno uscire in mezzo all’autostrada, – spiegano dal Comitato No Stadio – chiunque viene qui se ne rende conto, lo spazio non c’è; le agenzie immobiliari, da quando è uscita la notizia, stanno perdendo clienti, nessuno vuole più comprare casa qui, ma noi che già ci abitiamo cosa dovremmo fare? Andarcene?”.

Sergio D’Asta rivolge ai politici, ma non solo, una serie di domande riunite in un questionario. E’ utile che tutti noi lo si legga prendendoci il tempo necessario.

Questa è una sorta di questionario che ha lo scopo di mettere Sindaco, Vicesindaco, Assessori, Consiglieri Comunali e Regionali davanti a se stessi e alle proprie coscienze, con quella passione verso la politica, intesa come “polis” che ha un senso solo se fatta nel bene della cittadinanza. Guardatevi dentro, guardate gli occhi dei vostri figli e agite con l’onore che dovete a questo compito che vi siete assunti.

Ha senso che l’Ente Fondazione Fiera abbia emesso un bando che prevedeva la ristrutturazione edilizia di un suo edificio e che come risultato sia stata scelta la soluzione che prevede la demolizione dell’edificio stesso, non rispettando lo stesso bando?

SI                                                                                                          NO

Pensate che i componenti dell’Ente e della Fondazione Fiera abbiano scelto con giudizio ed onestà intellettuale (o abbiano eseguito dei desiderata di matrice pseudo politica suggeriti dall’alto)?

SI                                                                                                          NO

Il timpano ed il padiglione 1 e 2 della fiera non sono ancora edifici storici, ma sono ben costruiti e, relativamente allo scopo per cui sono stati creati, risultano intelligentemente progettati. E’ giusto che vengano demoliti rompendo la continuità che li lega ai restanti due padiglioni, impedendo l’unione fisica e territoriale tra il polo del Portello al polo di Citylife.

E’ lecito che l’opera di Mario Bellini venga demolita con tutte le conseguenze architettoniche, ambientali e territoriali che ne derivano?

SI                                                                                                          NO

E’ lecito che un qualsiasi professionista (senza essere preso per matto) possa avere l’idea di formulare un progetto su un terreno privato di cui non ha i titoli di possesso?

SI                                                                                                          NO

E’ ammissibile che un qualsiasi professionista (senza essere preso per matto) possa solo pensare di proporre un progetto su un terreno comunale e pubblico senza avere formulata una richiesta preventiva di utilizzo?

SI                                                                                                          NO

Al di là dei desiderata del Milan che vuole lo stadio al Portello, è il Comune (nell’ambito e nell’ottica della città metropolitana) che deve indicare dove e come costruire lo stadio?

SI                                                                                                          NO

E’ accettabile che un progetto di tale impatto ambientale sia proposto senza la consultazione degli abitanti e la partecipazione dei cittadini?

SI                                                                                                          NO

E’ normale che non solo i cittadini ma anche gli organi preposti alla gestione della città e del territorio non sappiano, a tre mesi dalla fine dell’Expo, come verrà utilizzato lo spazio dell’esposizione costato non poco ai contribuenti?

SI                                                                                                          NO

La Legge sugli stadi scavalca irragionevolmente i piani urbanistici esistenti, gli organi comunali, ecc… considerando il calcio ambito d’interesse pubblico alla stregua di ospedali, scuole, centri civici, per non parlare di musei, o altri luoghi di aggregazione sociale. Il tutto magari sovvenzionandolo con soldi che non ci sono più.

Neppure per le emergenze per l’intervento sul dissesto del territorio si sono creati simili strumenti.

Il risultato è “il frutto avvelenato” nato in sott’ordine ad accordi politici che nulla hanno a che fare con l’interesse dei cittadini?

SI                                                                                                          NO

Secondo voi, prima di presentare il modello virtuale dello stadio, sono stati presi in considerazione i problemi relativi alla sicurezza, come la movimentazione delle persone in evacuazione di emergenza? Sono stati richiesti i pareri preventivi al prefetto, ai vigili del fuoco, ai carabinieri, alla polizia, alla ASL, ecc…?

SI                                                                                                          NO

Siamo sicuri che la “conferenza dei servizi” sarà in grado di emettere un giudizio sereno ed imparziale senza essere soggetta alle pressioni dei potenti di turno?

SI                                                                                                          NO

Allo stato attuale ci sono problemi non ancora risolti tra la nuova sede degli uffici del Milan e gli abitanti delle nuove residenze del parco Vittoria. Tali problemi sono connessi al rumore inaccettabile prodotto dai condizionatori situati sulla copertura dell’edificio.

Siamo certi che il nuovo stadio, con l’effetto bolgia, non produca maggiori disagi rispetto alla già critica situazione?

SI                                                                                                          NO

I recenti concerti tenuti a S. Siro, a detta dei telegiornali, hanno creato lungo le via di accesso anche autostradali un ingorgo durato circa un’ora e trenta in luogo dei soliti quindici minuti di percorrenza.

Siamo certi che la viabilità già critica della zona potrà sopportare oltre al traffico dovuto dal completamento del complesso immobiliare di Citylife, di Parco Vittoria, del nuovo palazzetto Armani, del Vigorelli ristrutturato e della eventuale riqualificazione ad uso commerciale dei padiglioni 3 e 4 della Fiera, i 50.000 spettatori dello stadio?

SI                                                                                                          NO

Con due stadi le partite di campionato si potranno svolgere in contemporanea. Cosa succederà?

SI                                                                                                          NO

Siamo sicuri che la scelta del Portello per un nuovo stadio sia l’unica percorribile?

SI                                                                                                          NO

La movimentazione delle macerie di demolizione e della terra di scavo avverrà mediante il trasporto di migliaia e migliaia di automezzi andando contro corrente alle nuove tendenze che esigono il massimo rispetto per l’ambiente e possibilmente richiedono di agire a chilometro zero. Siamo certi che la Regione Lombardia farà la scelta più idonea per il benessere del territorio (e non una scelta personalistica dettata da ragioni politiche)?

SI                                                                                                          NO

Ha senso in una zona già congestionata, ammesso che sia possibile, la creazione di 4000/5000 nuovi posti auto?

SI                                                                                                          NO

Può essere plausibile il concetto che un progettista possa solo pensare di utilizzare i parcheggi già esistenti (per esempio quelli dell’Iper Portello) al servizio dello stadio calcistico ed eventualmente del palasport Armani? A cosa servono, visto che, per esempio via Aldo Rossi è perennemente invasa da auto in sosta abusiva e selvaggia (nella totale indifferenza della Polizia Municipale, quotidianamente e invano interpellata)?

SI                                                                                                          NO

E’ ammissibile che un progettista (senza passare per matto) pensi di utilizzare il tunnel di Gattamelata, costato più di 200mln ai Milanesi, per il parcheggio di auto o pullman a servizio dello stadio?

Se è sì chi pagherà le costose modifiche di adeguamento relative alla sicurezza? I soliti pensionati e lavoratori?

SI                                                                                                          NO

Il tunnel di Gattamelata, creato al servizio della città, non viene aperto perché mancano i collaudi?

SI                                                                                                          NO

Il tunnel di Gattamelata non viene aperto perché si attende di sapere se il Milan costruirà lo stadio?

SI                                                                                                          NO

La piazza Gino Valle non viene aperta con attività varie alla città (mercato equosolidale o a kilometro zero, per esempio) perché si attende che venga usata dal Milan per il deflusso dei tifosi?

SI                                                                                                          NO

Noi cittadini che vi abbiamo votato, vi abbiamo scelto perché da voi doveva venire un cambiamento. E’ il momento di attuare questa svolta, che i Milanesi e gli Italiani tutti, attendono da anni. Da voi deve venire la massima informazione, la massima trasparenza e il dovere di non essere al servizio del potente ma dei cittadini.

Sergio D’Asta