Lettera aperta al dott. Benedini.

Quousque tandem abutere, “Benedini”, patientia nostra? (Fino a quando dunque, “Benedini”, abuserai della nostra pazienza?) ndr.

Anche se nessuno ci credeva fino in fondo, pensavo che i primi freddi autunnali portassero a soluzioni definitive. Questo pasticcio (non si può chiamarlo farsa o tragedia) è solo il chiaro esempio di come la cosa pubblica è gestita in Italia. Non continuiamo, per favore, a sostenere che si tratta di una questione tra privati, perché coinvolge una città, che se pur piccola, ha più o meno 1.200.000 abitanti!

L’Ing. Benedini, come è ormai noto anche ai sassi, ha fatto vincere la proposta dell’AC Milan, quando non avrebbe dovuto neppure essere presa in considerazione, non avendo la proprietà dei terreni su cui far sorgere lo stadio e avendo una situazione finanziaria a dir poco traballante….

La stampa ha dato del suo, pubblicizzando in modo vergognosamente parziale lo stadio bomboniera o salotto, a seconda delle testate, incurante dei vincoli logistici del quartiere e delle rimostranze dei cittadini. Si è buttata su un facile confronto stadio si/stadio no”, senza analizzare e approfondire le problematiche prospettate.

Ancora peggiore, se mai è possibile, è stato il comportamento di quasi tutti i politici, del Comune, degli Ordini Professionali, del Politecnico di Milano, forse ancora tutti in attesa di vedere il progetto prima di qualsiasi pronunciamento.

Da parte sua il Milan, prima ha promesso mari e monti per “vincere la partita”, poi ai primi di Agosto si è reso conto con una sorta di Epiphany inaspettata (non si tratta dell’arrivo della Befana fuori stagione ma del momento in cui si riesce a vedere finalmente una situazione in modo chiaro e inequivocabile!) che non si può costruire lo stadio al Portello e come giustificazione ha tirato fuori dal cilindro l’album dei ricordi del presidente Berlusconi.

A questo punto tutte le pedine dovrebbero aver trovato la loro posizione: una penale per l’inadempienza (ma le clausole del bando qualcuno del Milan le ha lette?) e via libera al secondo classificato, come succede normalmente in tutte le competizioni (sportive, di bellezza,…). Invece no! Siamo nati per soffrire e tutto è rimandato al 13 Ottobre. Certo che Quinto Fabio Massimo, il temporeggiatore, rispetto all’Ing. Benedini era un dilettante!

Ancora una volta chiedo, con tutta la pazienza che mi rimane, all’Ing. Benedini e a tutta la sua ciurma le dimissioni in massa, non tanto per mancanza di capacità gestionale (quella è sotto gli occhi di tutti!) ma per salvare la faccia (credetemi è l’unica soluzione…). Se tanto mi dà tanto, cosa sarà mai il dopo Expo, manca un mese alla chiusura, in mano a questi signori?

mggalimberti

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Come i “Rotoloni Regina”… non finiscono mai!

Fondazione Fiera: slitta la revoca dello stadio. E il Milan prova a limare i costi.

Nuova proroga per l’affare Mr. Bee-Milan che dovrebbe diventare ufficiale nelle prossime ore, visto che il “closing” previsto per domani 30 settembre è pressoché saltato; stessa cosa avviene anche nella gestione del caso stadio di proprietà, con Fondazione Fiera che ha deciso di far slittare la decisione sulla rettifica del proprio bando sulla gestione dei terreni al Portello.

Il Milan da tempo ha messo una pietra sopra al progetto voluto da Barbara Berlusconi, quello di costruire uno stadio tutto rossonero a pochi metri di distanza dalla sede di Casa Milan. In estate sono arrivati i primi mugugni riguardo la bonifica dei terreni ed i costi elevati che non sono piaciuti al club rossonero, prime avvisaglie di una rottura insanabile con Fondazione Fiera. Si attende ora solo la comunicazione e l’accordo tra le parti per rigettare la vittoria del bando, annullando così ogni decisione precedente sulla gestione di quei terreni cittadini.

Benito Benedini ed il suo consiglio si sono riuniti ieri, come ricorda Tuttosport, per decretare il 13 ottobre come data ultima per deliberare l’ufficialità di tale annullamento ed anche il costo della penale che il Milan dovrà versare a Fondazione per la disdetta. Silvio Berlusconi, con tale proroga, spera di limare i costi della multa, visto che Benedini avrebbe chiesto almeno 10 milioni di euro, mentre il Cavaliere è intenzionato a non spendere più di 8 milioni, ovvero due annualità previste nel precedente contratto di affitto.

Redazione MilanLive.it

Giornalisti!!! Chi avrà ragione?

Milan: a San Siro con il quarto anello!

sansiro2No al nuovo stadio del Milan al Portello? Niente paura, è pronto il piano B. Ovvero la possibilità di costruire il quarto anello a San Siro. Che diventerebbe un progetto in comune con l’Inter. L’area intorno al Meazza, come da dichiarazioni di qualche mese fa da parte del Comune di Milano, verrebbe riqualificata. Non ci sarebbe lo stadio di proprietà, ma probabilmente vivrebbero tutti felici e contenti.

Anche perché San Siro è tuttora soprannominato la ‘Scala’ del calcio. Silvio Berlusconi lo ha detto a chiare lettere: “Penso che prevarrà il sentimento di affetto che ho io nei confronti di San Siro, che sta abbellendosi per la finale di Champions League. San Siro è il migliore perché è nato per il calcio”. Come mettere una pietra, anzi un macigno, sull’idea Portello. Nelle cui vicinanze si trova la sede rossonera, Casa Milan.

Pure Mr. Bee ha detto di vedere con simpatia l’ipotesi di rimanere a San Siro. Dietro la retromarcia dei due B, si nasconde però anche la sconfitta di Barbara Berlusconi. Lei, infatti, aveva spinto per un impianto di proprietà, seguendo l’esempio delle grandi squadre europee e della Juventus. Convinta che, per tornare ai vertici, bisognasse fare proprio questa mossa. Marina Berlusconi, invece, è dalla parte del padre, spaventata dalle ulteriori spese necessarie per bonificare l’area del Portello.

Fine della telenovela, dunque? No, sarebbe troppo facile. Fondazione Fiera, proprietaria dell’area in questione, deve assolutamente trovare un nuovo acquirente perché da gennaio prossimo l’area messa al bando non sarà più produttiva. Si cercherà prima di tutto una mediazione con il Milan per ottenere un indennizzo dopo l’abbandono del progetto; altrimenti, via agli avvocati e alle carte bollate. La richiesta a Silvio Berlusconi sarà il pagamento di un anno di affitto del terreno. Due questioni spigolosissime.

Ex Falck: Anche un’ipotesi di stadio attorno alla Città della Salute. Un’operazione da 2,6 miliardi.

La metamorfosi dell’ex area Falck: Distretto commerciale, case e scuole.

di Simona Ravizza

Al treno laminatoio, dove c’erano gli operai con gambali di amianto e grossi zoccoli di legno alle prese con barre incandescenti in uscita dai rulli, è prevista la costruzione di sette scuole e asili. Sulle strutture d’acciaio dell’altoforno T5, il gigantesco impianto dello stabilimento Concordia candidato a diventare patrimonio dell’Umanità Unesco, nascerà un mega distretto del commercio (la T sta ad indicare la ditta Tagliaferri costruttrice dei forni). Il Pagoda, dov’era in funzione una batteria di forno elettrico a colata continua, è destinato a trasformarsi in una piazza coperta (mantenendo, però, la struttura originaria). Mentre vicino alla stazione ferroviaria, che diventerà una sorta di ponte tra la vecchia e la nuova Sesto San Giovanni, sorgerà il primo quartiere in sviluppo, 150 mila metri quadrati di abitazioni (come Milano 2) a due passi dalla Città della Salute: per entrambi i progetti, oggi ancora alle prese con le bonifiche, la fine dei lavori è fissata per il 2021. I 650 mila metri quadrati di aree verdi sono due volte il parco Sempione. E non manca l’ipotesi di realizzare uno stadio, magari quello del Milan.

Sul milione e 400 mila metri quadrati dell’(ex) area Falck, dove sorgevano le acciaierie più famose d’Italia, prende forma il progetto di riqualificazione della Bizzi & partners development, la società di sviluppo immobiliare guidata da Davide Bizzi. Con un investimento complessivo di 2,6 miliardi di euro è il piano di recupero urbanistico più ambizioso in Europa. Ieri in occasione dell’inaugurazione della mostra «Città immaginata e Città reale» – che racconta la storia di Milanosesto, il nome scelto per il progetto – è stato presentato l’avanzamento dei lavori: e per la prima volta è stato davvero possibile vedere come sarà trasformata la vecchia città delle fabbriche. Ci sono stati gli scandali che hanno accompagnato l’uscita di scena di un altro immobiliarista, quel Luigi Zunino che con Risanamento è stato il primo acquirente delle ex acciaierie, ma che poi è finito sull’orlo del crac. E non sono mancate le polemiche che hanno scandito tutto il percorso della Città della Salute, fino alla decisione finale di due anni fa del Pirellone di realizzarla proprio a Sesto. Ora l’immobiliarista Davide Bizzi guarda al futuro.

E all’ipotesi di portare investitori stranieri, magari fondi immobiliari cinesi. E anche lo stadio, se il Milan dovesse decidere di lasciare San Siro, potrebbe essere costruito con i soldi di un fondo immobiliare e consegnato alla squadra di Silvio Berlusconi con un contratto d’affitto (così da bypassare le resistenze della Fininvest contraria – dicono i ben informati – a un investimento di capitale diretto di Berlusconi).

Il 74% saranno aree pubbliche, il 26% private. «Oggi si vedono i primi segnali reali – sottolinea l’archistar Renzo Piano, estensore del progetto di recupero delle ex Falck . Il motore è avviato, la locomotiva finalmente si muove».