Portello, via libera a “Milano alta”: passeggiata sospesa e spazi aperti 24 ore su 24

Fondazione Fiera Milano e il gruppo Vitali hanno siglato l’intesa: negli spazi occupati dai Padiglioni 1 e 2 della vecchia Fiera sorgerà “Milano Alta”, progetto che prevede il recupero degli spazi e la creazione di un’area aperta 24 ore su 24 articolata attorno a sette settori: dall’ambiente all’alimentazione, dal benessere alla tecnologia.

Un rendering del progetto Milano Alta

Archiviato definitivamente il nuovo stadio del Milan, il Portello, zona alla periferia ovest di Milano, si prepara ad accogliere il progetto “Milano Alta”. L’intesa tra il gruppo bergamasco Vitali, promotore del progetto, e Fondazione Fiera Milano, titolare delle aree, è stata siglata lunedì. A un prezzo inferiore rispetto a quanto offerto inizialmente da Vitali: normale, considerando che Milano Alta era arrivato secondo dietro il progetto dello stadio del Milan, e che i vertici di Fondazione Fiera hanno in un certo senso dovuto ripiegare d’urgenza sul progetto bergamasco dopo il dietrofront improvviso della società rossonera, cui probabilmente verranno chiesti i danni. Il gruppo Vitali verserà 1,5 milioni l’anno per il 2016 e il 2017, 3 milioni l’anno a partire dal 2018. L’impegno è di concludere i lavori nel giro di 18-24 mesi, partendo dal prossimo gennaio se, come sembra, il contratto vero e proprio sarà siglato entro dicembre.

Al posto dei due padiglioni di Fiera Milano uno spazio polifunzionale

Cosa è “Milano alta”? Come si evince dal sito del progetto, si tratta di un piano che prevede il recupero dei Padiglioni 1 e 2 della vecchia Fiera Milano, area progressivamente smembrata nel corso degli anni, trasformandoli in uno spazio polifunzionale che vivrà 24 ore su 24. Punti salienti del progetto sono la creazione di un percorso ciclopedonale di un chilometro lungo viale Scarampo, sospeso a sette metri di altezza, un cinema 4d, palestre, un hotel da 350 stanze, spazi per incubatori di imprese e start-up e altro ancora. Sette i “percorsi tematici” indicati dal piano: ambiente (grande attenzione sarà riservata alla sostenibilità), tecnologia, benessere, alimentazione, divertimento, ricettività e fashion. Quindicimila sugli oltre 50mila metri quadri complessivi del progetto saranno destinati al verde. Massimo Vitali, patron del gruppo bergamasco, immagina Milano Alta sul modello del Parc Guell a Barcellona: un paragone impegnativo, ma molto affascinante.

Il via libera al progetto è stato accolto con enorme sollievo dai residenti della zona, raggruppati nel Comitato No Stadio al Portello, che adesso sperano che il progetto venga realizzato nei tempi previsti a si auspicano anche ulteriori migliorie nella direzione di servizi utili alla cittadinanza.

 

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Vittoria ufficiale: Vitali al Portello.

Vittoria ufficiale: Vitali al Portello Sarà come il parco Guell di Barcellona

Sarà come il parco Guell di Barcellona.

Adesso è veramente fatta. Una trattativa infinita, la delusione per il primo round finito male e poi il ritorno di fiamma: sarà la Vitali di Cisano a riqualificare l’area milanese del Portello.

Una vittoria che, visto anche chi aveva di fronte, si può ben dire sia stata strappata ai «supplementari», dopo la rinuncia del Milan a costruire il suo stadio, che ora apre grandi prospettive per una zona tra le più appetibili, che con il progetto ripescato da Fondazione Fiera e denominato «Milano Alta», ambisce a diventare un quartiere, che per vivibilità ed armonia, potrà somigliare a quello del Parco Guell (Vitali dixit) di Barcellona, capace di calamitare l’attenzione dei turisti, trasformandosi da area periferica a luogo tra i più frequentati della metropoli lombarda.

Ieri l’ultimo atto con l’accordo definitivo tra Fondazione Fiera e gruppo Vitali che, in cordata con Stam Europe ha raccolto i frutti di una strategia a lungo raggio di rilanci finali al ribasso. Prima si parlava di un canone di concessione annuo di 3,7 milioni di euro: stavolta, per la riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 della vecchia fiera il presidente Benito Benedini ha dovuto «accontentarsi» di 1,5 milioni per i primi due anni (2016 e 2017). Solo a partire dal 2018 Vitali arriverà a pagare 3 milioni tondi.

Sembra stia arrivando il momento di scrivere la parola fine… MilanoToday titola: Portello: al posto dello stadio ci sarà “Milano Alta”.

Febbrili contatti tra Fondazione Fiera e il progetto che era stato battuto dallo stadio del Milan.

Milano Alta (rendering)

Dovrebbe essere stata raggiunta l’intesa tra Fondazione Fiera – proprietaria delle aree – e Vitali stessa. Il problema stava soprattutto nel canone di affitto (circa tre milioni di euro all’anno), che Vitali avrebbe voluto cominciare a pagare per intero soltanto dopo un “avviamento”, anche se sembra che la Fiera abbia convinto l’interlocutore a versarlo da subito per intero.

 Il progetto non prevede la demolizione, bensì il riuso dei padiglioni ora presenti sul sito. Un cinema 4D (anche all’aperto), spazi per concerti, un centro commerciale, una palestra, un centro analisi mediche privato, ristoranti e un albergo (previsto dal bando originario di Fiera): questo il cuore “economico” di Milano Alta, che pensa anche al verde con una passerella ciclopedonale rialzata.

da MilanoToday – 16 novembre 2015

Ecco una buona notizia! (finalmente e salvo verifiche)

Tramontato lo stadio del Milan Rush finale di Vitali al Portello

Tramontato lo stadio del Milan. Rush finale di Vitali al Portello.

Eravamo rimasti a un’offerta di 3,7 milioni a stagione per 50 anni: totale 185 milioni. La Vitali di Cisano si fermò qui. Era luglio.
Il Milan alzò la posta a 4 milioni e qualcosa e si aggiudicò il rifacimento dei padiglioni 1 e 2 della fiera del Portello, salvo poi rinunciare al progetto di realizzare qui il nuovo stadio, con un colpo di scena arrivato nel cuore dell’estate.

La partita si è così riaperta. La Vitali è tornata in gioco con il suo progetto «Milano Alta» e le trattative sembrano arrivate ormai alle battute finali. Il gruppo bergamasco, va da sè, ripescato in seconda battuta, ha rivisto l’offerta al ribasso rispetto ai 3,7 milioni di luglio. Ma le porte non sono chiuse e il confronto prosegue. Da una parte ci sarebbe infatti l’idea della Vitali di garantire un canone crescente. Dall’altra la richiesta della Fondazione Fiera di avere una cifra fissa, determinata fin dall’inizio.

La trattativa è in corso e potrebbe arrivare alla stretta finale in breve tempo, si ipotizza già nella prossima settimana.

Intanto, i progetti di Milano Alta tornano sui tavoli: 15 mila metri quadrati di spazi pubblici, sette percorsi per altrettante tipologie di esperienze, un chilometro di «Green street» a sette metri di altezza. Archiviato lo stadio del Milan, il futuro del Portello potrebbe essere questo.

 da L’Eco di Bergamo – © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ma dopo 1 anno (quasi) cosa possiamo dire per far capire a Benedini e Maroni che l’area del Portello NON è adatta ad uno stadio?

LA FIERA CHIEDE I DANNI A BERLUSCONI PER LO STADIO

11 novembre 2015
Berlusconi

Fondazione Fiera Milano chiederà i danni a Berlusconi per la rinuncia alla costruzione del nuovo stadio in un’area del Portello di sua proprietà. La conferma arriva dal presidente Benito Benedini, che in un’intervista al Corriere della Sera si dice amareggiato per la retromarcia del Milan sul progetto che aveva vinto fra sei manifestazioni di interesse, a luglio. «Il danno è facile da calcolare – afferma fra l’altro Benedini -. Stiamo parlando di un’area in diritto di superficie per 50 anni. Si tratta di moltiplicare per 50 la differenza tra le entrate promesse e sottoscritte e quelle reali. Ovviamente le cifre di ciascun anno vanno riportate al valore attuale». Alle parole di Benedini sono seguite quelle di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, che interpellato a margine di un incontro istituzionale ha risposto di «non avere alcuna obiezione se Benedini deciderà di fare l’azione legale». «Ma – ha precisato – è Benedini che deve valutare e decidere, io non mi intrometto. Posso solo rammaricarmi da milanista del fatto che non si è deciso di fare lo stadio. Barbara Berlusconi sembrava decisa…».