«Al Milan la causa sullo stadio costerà 50 milioni»

Benito Benedini, presidente di Fondazione Fiera, si ricandida: nuove funzioni urbane per il Portello

di Elisabetta Andreis

«Ho avuto l’onore di essere proposto da alcune associazioni e ho accettato per spirito di servizio, per il ruolo che Fondazione Fiera ha nell’area metropolitana e per consolidare i risultati di questi tre anni: abbiamo ridotto sensibilmente l’esposizione finanziaria netta e l’ultimo esercizio si chiude con la migliore performance di sempre in termini di Ebitda. Preciso che l’ente non distribuisce utili, perché da statuto non ha fini di lucro».
La sua candidatura ha sollevato polemiche. Basilio Rizzo e altri hanno ricordato la sentenza sulla corruzione tra privati che ha coinvolto Carlo Brigada, ad e socio di una vostra società di famiglia, per una consulenza a Fiera da oltre 500 mila euro.
«La consulenza, mai avvenuta riguardava una società di un socio di uno dei miei figli. La pratica è stata archiviata».
E cosa risponde a Basilio Rizzo?
«Il presidente Rizzo ha perso un’occasione per stare zitto ma eravamo ancora in clima elettorale».
Lei ha offerto un contributo di 30 mila euro ad entrambe le campagne elettorali. Qual è il suo augurio al nuovo sindaco?
«Ho impegnato negli Usa gran parte dei miei 50 anni di lavoro e ho assimilato usi anglosassoni: ho sostenuto economicamente i due candidati poiché, conoscendoli, ho ritenuto che entrambi, al di là degli schieramenti politici, potevano fare bene. L’augurio a Sala è di migliorare l’assetto del quadrante urbano da destinare a spazi e attrezzature di utilità generale».
I progetti sospesi che vorrebbe completare?
«Nel prossimo triennio Fondazione azzererà l’indebitamento bancario, chiudendo il ciclo apertosi con la delocalizzazione del vecchio quartiere espositivo. Ci sono poi la valorizzazione delle infrastrutture, Arexpo e il Portello».
E gli obiettivi raggiunti in questi tre anni?
«Tutti gli investimenti sono frutto delle risorse che l’ente trae dal proprio patrimonio, che si è rafforzato. Contrariamente a quanto accade in molte realtà fieristiche, Fondazione Fiera non gode e non ha mai goduto di risorse pubbliche».
Portello: Milano Alta di Vitali è un bel progetto. Ma rispetto a quelle originariamente previste dal bando, le zone commerciali si espanderanno?
«Milano Alta introduce sia nuove funzioni urbane a sostegno delle attività fieristiche e congressuali, coerenti con il quadrante urbano in evoluzione, sia servizi di interesse pubblico».
Entro il 28 giugno Vitali deve presentare una nuova fideiussione, perché la prima non è stata ritenuta idonea come garanzia. L’ente inizierà a ricevere il pagamento del canone d’affitto solo quando arriveranno le autorizzazioni comunali per l’avvio dei lavori. Il termine per Vitali è tassativo?
«Certo, è stabilito dal contratto. Ogni progetto deve avere una garanzia reale a salvaguardia del patrimonio di Fondazione».
A giorni ci sarà la prima udienza della causa contro il Milan per il dietrofront sullo stadio. Il club aveva offerto 4 milioni di canone d’affitto, Vitali ne verserebbe 3, per cinquant’anni. Fondazione ha perso 50 milioni, ed è questo il «risarcimento» che chiedete al Milan?
Si ma questo importo, che si riferisce al danno economico finanziario, dev’essere attualizzato.

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