Cinque torri per il Portello.

Aggiornato il progetto di Milano Alta. La prima andrebbe a Ibm, l’altra a Decathlon, la terza accoglierebbe un grande albergo, per la quarta le trattative sono in corso ma sembra che in lizza ci sia Conad.

L’ultima torre avrebbe servizi di interesse pubblico. Resta il nodo dei costi

di Elisabetta Andreis

 

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Il disegno aggiornato della Milano Alta di Vitali per il Portello visualizza i cambiamenti di cui si è parlato negli scorsi mesi. Non più i due padiglioni della ex Fiera riqualificati con un mix di funzioni aperte al quartiere e la Green street a dominare il complesso. Ma invece cinque torri, ognuna destinata ad ospitare un inquilino. La prima andrebbe a Ibm, l’altra a Decathlon, la terza accoglierebbe un grande albergo, per la quarta le trattative sono in corso e in lizza c’è Conad. L’ultima avrebbe servizi di interesse pubblico. Mentre la Green street a sette metri di altezza costeggerebbe le torri. Il condizionale è d’obbligo, però. Intanto si deve sciogliere la riserva sui finanziamenti per coprire l’intero investimento (100 milioni subito e almeno 120 in seconda battuta). Poi, serve il via libera del Comune per demolire l’esistente (compresi i padiglioni e il timpano dell’architetto Mario Bellini) e ricostruire, anche con volumetrie aggiuntive non previste inizialmente, in parte frutto di premialità da efficientamento energetico. Alla città potrebbero arrivare fino a quaranta milioni per gli oneri di urbanizzazione, che potrebbero essere «scambiati» con nuove funzioni utili.

Altro fronte cruciale della trattativa, il tunnel di Via Gattamelata, inutilizzato: gestirlo porta un esborso da mezzo milione l’anno e Vitali al momento sarebbe disposto a coprire meno della metà. 

29 agosto 2016 | 10:17

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